E va bene la democrazia della rete, e va bene la pubblicazione senza filtri delle opinioni, e va bene che il dibattito è essenziale in democrazia , ma per cortesia basta con le lezioni di morale. E magari prima di emettere sentenze definitive cercare di rileggere quanto si è scritto con un minimo di autocritica e di verifica culturale. Sono incredibili questi moralisti senza alcuna morale, che hanno cambiato più idee che scarpe,  i campioni del trasformismo politico che a Peschiera assume le vette della commedia dell’arte, che accusano di incoerenza tutti gli altri, che ti spiegano quello che dovresti fare tu, ma non ti dicono quello che faranno loro. E che ti imputano  di usare contemporaneamente nella tua azione politica la demagogia, termine antico come la democrazia e che significa promettere il falso per ottenere il consenso ( prassi comune nelle campagne elettorali locali insieme alla menzogna sulle proprie responsabilità, generalmente accollandole agli altri) ed il populismo termine molto più recente che indica la tendenza a far valere ed esaltare l’opinione del popolo, usandolo come termine dispregiativo nei confronti di chi promuove una richiesta di maggiore democrazia diretta e di coinvolgimento dei cittadini. Insomma generalmente in questi casi il bue dice cornuto all’asino. L’ex sindaco è passato dal mantra 2014 “banda larga” (qualcuno se lo ricorda?) al nuovo slogan del 2016 “qualunque problema lo avevamo risolto, ma purtroppo…..”  puntando l’indice accusatorio sui ribelli che lui aveva sfidato a sfiduciarlo e che lo hanno defenestrato.  Ecco per intenderci  questa ultima affermazione virgolettata è un lampante esempio di demagogia. E vorrei capire quale grave atto è stato l’avere dichiarato la propria giunta prima dello scrutinio elettorale. Ogni candidato sindaco lo può fare. Ma bisogna avere il coraggio e la capacità politica. Chiunque lo farà dopo di noi avrà il nostro plauso incondizionato. Questo è il nostro guanto di sfida!