Questa è l’ultima volta che il conformista scriverà. Dopo lo faranno altri amici, ma io ritengo di avere esaurito la funzione di ragionamento e spiegazione sulle vicende di Peschiera Borromeo che mi ero prefisso in origine. Mi sembra che il quadro si sia delineato piuttosto chiaramente per chi lo voglia vedere e credo sia venuto il momento di dare una interpretazione a numeri ed avvenimenti.
La campagna elettorale è iniziata viziata da un gravissimo errore di valutazione da parte delle due coalizioni che tradizionalmente si contendono la carica di sindaco: sia il movimento 5 stelle sia gli scappati di casa ed i loro alleati non potevano competere con le corazzate con le insegne di partito. Con una punta di snobismo il vate ed i suoi adepti guardavano l’onda che da lontano sembrava piccola e gestibile. Ma a mano a mano che si avvicinava,  l’onda assumeva proporzioni sempre più allarmanti ed allora dall’indifferenza si è passati all’attacco altezzoso e a giudizi di inadeguatezza e inaffidabilità. Infine quando ormai era troppo tardi si è compreso il vero pericolo e cioè che al ballottaggio sarebbe potuta arrivare la nave corsara dei senza patria. Da mesi vado spiegando a tutti che quello  era il vero problema, perchè  il PD sapeva bene che in un eventuale ballottaggio con Caterina Molinari i voti del primo turno rappresentavano il massimo risultato ottenibile. Mentre Caterina avrebbe inevitabilmente attratto parte dei voti degli altri contendenti. Bisogna anche riconoscere che i fini strateghi hanno perso completamente la trebisonda facendo errori da principiante (suppongo sia stato scuoiato chi ha regalato almeno 700 voti alla lista con i colori e le scritte della campagna per il sindaco, relegando il PD al secondo posto tra le forze cittadine). Grande è stato lo sconforto quando dalle urne è uscito un verdetto che non lasciava scampo sulla base del ragionamento sopra esposto. Recuperare 500 voti era praticamente impossibile. A quel punto l’unica cosa da fare era intorbidare le acque con accuse con tanto di foto su pupari e padrini, una vergognosa campagna di falsità che ha disgustato gli elettori neutrali. A dar loro manforte gli altrettanto abili strateghi del centrodestra forzista, maldestri come elefanti in un negozio di cristalli. Risultato. Zambon ha guadagnato circa 200 voti, la Molinari oltre 2.400 un po’ come se l’elettorato della Bruschi avesse votato compatto per lei!Curiosità : il risultato in termini numerici e percentuali ricalca quello dello scorso ballottaggio con Zambon perdente e circa 3.000 voti in meno, dimezzato. Continuo a sperare che gli sconfitti continuino a giudicare le liste civiche sempre con i medesimi criteri, nel frattempo il buon governo del Bene Comune e la trasparente  comunicazione con i cittadini ci porterà tra cinque anni a sottoporci nuovamente al giudizio delle urne certi di rinnovare lo stesso successo di oggi. Grazie agli elettori che hanno dimostrato di saper ragionare con la propria testa e che il voto non è proprietà di nessuno, ma solo di chi va a votare.