il conformista

I dadi sono stati lanciati e la sonnecchiante campagna elettorale di Peschiera Borromeo è incominciata. Sulle macerie della politica locale e nazionale immaginarsi che la nostra piccola città porti delle novità sconvolgenti è una speranza da Cenerentole. Quello che si dava per scontato sette anni fa, oggi non lo è più, occorre invece costruire da capo l’impegno dei cittadini per la città. I partiti nazionali con le loro logiche gerarchiche e di spartizione locale (intra ed extra) mostrano tutte le loro limitazioni. Cosa possono sperare allora i cittadini? Che qualcuno, spesso qualcun altro, prenda in mano lo situazione e ci metta la faccia. Che più cittadini, superando le posizioni politiche nazionali ma non i propri valori etici, si uniscano e creino nuovi ambiti di costruzione della politica. Che le logiche spartitorie, dell’aiuto agli amici, alle vicinanze e convergenze parallele, vengano superate per il bene di tutti. Noi abbiamo fatto questo percorso e abbiamo trovato in Caterina Molinari la figura giusta per affidarle la responsabilità di guidare questo progetto. Caterina è sicuramente una di noi, che conosce in prima persona i problemi del lavoro, della famiglia, dei figli, che sono alcuni dei problemi quotidiani di tutti i cittadini.

A differenza di altre liste non ci siamo trovati un candidato a cui aggrapparci per non scomparire, l’abbiamo scelto e,  se un po’ ce lo consentite con una libertà espressiva, lo abbiamo “selezionato” nel suo percorso di allontanamento dalla precedente amministrazione. Non abbiamo scelto la novità in quanto tale ma la novità in quanto finalmente nuova. L’entusiasmo provocato dalla sua candidatura ci da conferma che il percorso è quello giusto. Troppi stanno aspettando l’ “uomo nuovo” che risolva i problemi, noi abbiamo scelto la “politica nuova”, e non sarà un uomo ma una donna, e sarà Caterina.

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Come i vini rossi di corpo, anche le convulse vicende politiche di Peschiera hanno bisogno di una decantazione prima di essere affrontate. Questo per consentire la possibilità di cogliere le incongruenze più  evidenti e palesi, e per evidenziare i silenzi imbarazzanti. Purtroppo non si può prescindere dalla lettura di Voce Democratica, foglio ufficiale del PD peschierese , dai toni sempre roboanti ed infamanti , che riserva ormai nell’ultima pagina (quella della pubblicità) le poche proposte concrete. Si imputa agli irresponsabili (leggesi minoranza ) di aver fatto cadere sindaco e giunta. Sono tacciati di : infantilismo, scelleratezza , codardia , mancanza di dignità e di coerenza, meschinità , tradimento , invidia ed antipatia!  Cioè? Nel diluvio di insulti non riesco ad individuare alcun giudizio politico , solo sentimenti del tutto opinabili. Ma insomma , cosa si imputa ai nove consiglieri? Di aver esercitato il loro diritto dovere di dissenso mandando a casa il sindaco? Comprendo che l’abitudine a cooptare in maggioranza pezzi importanti della minoranza abbia disabituato alla dialettica consiliare ed ai suoi riti , ma non si è mai sicuri della riuscita dei propri maneggi. Questa volta gli incompetenti hanno mandato a casa le volpi (vecchie e giovani) ed i loro arroganti consulenti. Ovviamente il tutto condito con languidi rimpianti su tutto quello che si sarebbe potuto fare , una serie di percorsi iniziati ed intrapresi che sembra di stare al centro di una enorme rotonda , e dulcis in fundo la paginetta di letterine dei balilla e delle figlie della lupa. Con il simpatico siparietto del consulente che infama il periodico sul quale il capogruppo ha una rubrica fissa, mentre il medesimo capogruppo si impegna con un articolo di insulti  ad personam  spiegando il modo di far politica a consiglieri che proprio su quello hanno manifestato il proprio diniego e hanno sfiduciato il sindaco. In questa frenetica sarabanda silenzio assoluto sulla vicenda giudiziaria di Bellaria , dispersa nelle nebbie padane la consulenza sulla valutazione dell’azienda delle farmacie comunali costata 25.000 (venticinquemila) euro, articoli mistificatori sulla partecipazione , e la disperata rinuncia all’ingresso del sire Zambon alla guida del cocchio regale  a San Bovio  il  9 dicembre per il tradizionale bacio dell’anello dell’imperatore. Tutto con il continuo e insopportabile tono di offesa da lesa maestà. Mai si ricorda che il partito è retto da un reggente per l’incapacità di eleggere un segretario. Mai si nomina l’ex segretario. Mai si chiarisce il motivo delle sue dimissioni dopo pochi mesi.  Mai si risponde alle pesanti dichiarazioni con le quali ha motivato la sua rinuncia  alla carica congressuale.  Su questi  problemi tutto tace.  Proveremo a presentare una interpellanza al consiglio comunale dei ragazzi, ritengo sia  possibile ,  perchè io credo ancora ai miei sogni, e sarò contento di non aver fatto perdere del tempo all’ex assessore Amidani.

 

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La lunga notte della sfiducia si è conclusa con la conferma del sindaco Zambon e la certificazione della fine della sua maggioranza di governo. Il programma con il quale aveva ottenuto il voto dell’elettorato dovrà obbligatoriamente cercare il consenso del fuoriuscito Falletta: è una questione di numeri. Di fronte abbiamo lo scenario di un Consiglio Comunale con enormi problemi da affrontare ed una maggioranza inesistente. Vedremo alla prova dei fatti se il sindaco riuscirà a far approvare le sue delibere, magari con l’accompagnamento coatto di Falletta, oppure si troverà costretto a continui compromessi. In ogni caso nel dibattito sono emersi punti di vista molto differenti. Grande imbarazzo di Forza Italia per il voltafaccia del loro ex-capogruppo, richiesta di scuse da parte della consigliera Gatti, coerente sottolineatura da parte del Movimento 5 Stelle di una continua non attuazione di delibere votate dal Consiglio. Ma il vero problema resta comunque il PD cittadino, la paralisi politica ed i tentativi di mascherare una crisi che dura dal 2009. L’intervento del capogruppo è sconcertante e paradossale. Chiede di risolvere i contrasti con un confronto interno, citando il “compagno” Berlinguer,  nell’istante in cui risolve la sopravvivenza della legislatura con il supporto del candidato sindaco dell’opposizione, e chiede stimoli e proposte anche agli altri gruppi consiliari, salvo poi non tenerli in nessun conto (ricordiamo il suo impegno ad un tavolo di confronto sui comitati di frazione in tempi brevi e conseguente totale amnesia). E  Galimberti rinnova la sua fiducia personale nel sindaco, ma gli chiede di allontanare personaggi che spadroneggiano senza titolo negli uffici comunali, che poi è la stessa cosa che chiede da molti mesi senza che nulla sia cambiato. Ed ai margini di questo Consiglio Comunale un partito che è sordo alle richieste dei suoi iscritti, compreso un ex segretario che ha mollato polemicamente dopo soli due mesi, retto da un mediatore inviato dalla federazione provinciale (tempo fa si chiamava commissario). Ecco, forse coerentemente con il partito, anche in Comune sarebbe stato auspicabile un commissario prefettizio. In tutta questa vicenda la politica non centra per niente, ma è la vittima di giochi di potere che non solo la umiliano, ma che la allontanano ulteriormente dai cittadini che si sentono pedine utilizzate strumentalmente solo in occasione delle elezioni.

 

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La riproposizione della mozione di sfiducia evidenzia il solito trasformismo , tipico vizio  incorregibile di alcuni ambienti politici peschieresi. Come ampiamente previsto, la posizione dell’ex sindaco Falletta è cambiata in pochi istanti: da feroce barricadero dell’opposizione a stampella di una maggioranza ormai sulle ginocchia. Nulla di nuovo, per carità, ma ogni volta che assistiamo a conversioni improvvise , motivate da profili da statista che si impegna per il bene comune (!) avvertiamo sempre un retrogusto imbarazzante di presa in giro. I più malevoli potrebbero addirittura ipotizzare che le richieste di Falletta siano state confezionate in giunta per fornirgli qualche parvenza di giustificazione per un cambiamento francamente incomprensibile. Il violento attacco in consiglio ai suoi stessi sostenitori con il patetico tentativo di travestirsi  da Cesare pugnalato dai congiurati è stato degno dei peggiori palcoscenici da avanspettacolo. Ciò che sbalordisce è che non ci sia stato nemmeno un tardivo soprassalto di dignità intellettuale, nessun dubbio morale, nel salvare la poltrona di coloro i quali per i cinque anni della passata legislatura comunale hanno trasformato sistematicamente ogni consiglio comunale in una stucchevole rissa, deridendolo e  diffamandolo con ogni mezzo. Ed ai suoi nuovi amici , alcuni seduti proprio nella giunta, chiediamo: dove è finito Mr. Falletta ? Oggi rivestito con i panni del salvatore della patria , siede nell’Olimpo dei giusti. Per noi invece resta il condannato Falletta . Un uomo che dovrebbe dimettersi dalla propria carica pubblica, subito , senza indugi.

 

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Abbiamo chiesto all’Azienda Farmacie Comunali delle spiegazioni riguardo alla eliminazione di un partecipante nella selezione del “valutatore”, ma nessuna risposta  ci è stata data. Abbiamo allora contattato direttamente il professionista in questione che ci ha illuminato con grande cortesia e ascoltandoci divertito ha raccontato una storia diversa da quello che avevamo letto sui verbali dei commissari. Non ha mai spedito via posta il plico ( e neanche lui riusciva a spiegarsi l’indirizzo parzialmente coperto dal timbro postale ) per il semplice fatto che ha consegnato direttamente alla sede dell’azienda la sua proposta, in quanto espressamente previsto dal bando. A questo punto eravamo noi ad essere increduli ed allora gli abbiamo chiesto se ne avesse una prova. Sempre sorridendo ci ha mostrato la ricevuta che gli era stata rilasciata dall’ufficio dell’azienda a riprova di quanto sostenuto. Carramba che sorpresa!  Insomma  a questo punto vorremmo capire il motivo per il quale la commissione ha eliminato preliminarmente un
candidato e se esistevano gli estremi per una decisione del genere. Oppure dobbiamo presumere una certa arbitrarietà non comprensibile qualora inspiegata. Restiamo sempre in attesa di una risposta dal CDA dell’azienda.

P.S. notiamo con soddisfazione che è stato nominato finalmente il quinto componente della giunta, ritrovando i requisiti di legalità ultimamente dimenticati. Questa decisione a ridosso del prossimo consiglio comunale ci fa presumere una tirata d’orecchi prefettizia, dopo l’estrema fiscalità sulle firme della mozione di sfiducia.  E poi il bilancio va approvato con tutti o crismi di legge.

 Lettera

 

Orazio3

La campagna elettorale sembra già iniziata, ma non bisogna dare per scontato il risultato della votazione della mozione di sfiducia. E tanto meno contare nelle possibili dimissioni del sindaco Zambon. E mentre tutta l’attenzione è catalizzata dallo scontro interno alla maggioranza di governo, è forse il caso di non distrarsi sul riavvicinamento tra Giunta ed ex-sindaco. Nelle 4 proposte concrete per la tutela dei cittadini troviamo due richieste di diminuzione delle tasse che fanno sempre presa sugli elettori, tranne poi rimangiarsele nel momento in cui si diventa maggioranza. Oddio sempre meglio che l’abolizione dell’IMU prima del ballottaggio. Oppure fantasiose teleferiche ( o funivie? ) nella pianura padana. Poi una riduzione delle tasse sugli esercizi commerciali, proposta che mette in evidente difficoltà la nuova associazione commercianti orientata in direzione Nota Democratica. Peccato non ci avesse pensato da Sindaco. Ma la cosa che ci lascia perplessi è la richiesta di inserimento nel piano triennale delle opere della strada di accesso a Cascina Fornace. Già dal 16 febbraio 2011 l’ex sindaco Falletta aveva l’impegno della società F.lli Manara e della Holcim a contribuire alla realizzazione della nuova viabilità, compresa la progettazione definitiva, con via della Pestazza e cosa importante aveva anche l’impegno da parte dei proprietari del terreno adiacente di una cessione a titolo gratuito di una striscia di 4 metri per l’ampliamento della strada. Cosa ha impedito la realizzazione del progetto? Ecco non vorremmo che con una resipiscenza dell’ultimo momento, in nome della governabilità, nell’interesse dei cittadini di Peschiera Borromeo, a fronte di precisi impegni della giunta ci fossero improvvise defezioni o diplomatiche malattie. O siamo unicamente ed inguaribilmente sospettosi? P.S. siamo sempre in attesa di notizie da parte dell’azienda speciale delle farmacie comunali. Forse sarebbe ora di rompere l’imbarazzato silenzio, o no?