Il gruppo consiliare di Peschiera Bene Comune ha deciso di non presentarsi, alle commissioni e al Consiglio Comunale odierno convocato in data 30 dicembre 2020, in modalità “urgente”.
Reputiamo questa convocazione “urgente” un atto che reprime ed umilia, in modo consapevole e perseverante, tutto il Consiglio Comunale.
Per “urgente”, nella lingua italiana e anche in politica, si intende qualcosa che necessita di pronta e immediata soluzione.
Un imprevisto, come ad esempio è stato il Covid a marzo. Una pandemia mondiale che ha avuto un impatto anche sulle amministrazioni locali, infatti, per questo motivo sono state approvate “d’urgenza” delle variazioni di bilancio per poter usufruire del capitale già investito in altro.
Bene! Le delibere presenti nell’ordine del giorno del Consiglio Comunale non hanno nessun carattere di urgenza, ma bensì il contrario.
Una delibera riguarda la riconferma delle nomine dei revisori dei conti, scaduta il 30 novembre con 45 giorni di proroga, e l’altra invece interessa l’approvazione del piano economico finanziario (PEF) per la determinazione della Tari 2020, con scadenza il 31 dicembre di quest’anno, cioè oggi.
Non tutti sanno che, quest’ultima delibera aveva già una data di scadenza, il 30 giugno 2020 ma è stata prorogata al 31dicembre 2020 proprio per , inizialmente, delineare meglio le fasce economiche da riadattare al nuovo appalto di igiene ambientale.
Che cosa è successo nel frattempo?
Non è normale dimenticare queste scadenze, sono tasse che paghiamo noi cittadini.
Pretendere l’urgenza da parte dei Consiglieri, che sono stati “richiamati”, senza rispettare i tempi di convocazione e soprattutto di visione dei documenti per portare emendamenti, significa non rispettare il Consiglio Comunale come istituzione, come organo politico democratico.
Non è da “irresponsabili” non presentarsi in consiglio e nelle commissioni, anzi, queste dimenticanze lo sono.
Continuare a “coprire” chi ha la responsabilità di operare e decidere lo è.
Non è da responsabili continuare a “calpestare” le istituzioni trattando la “Cosa Pubblica” come privata e non come Bene Comune.
Ci auguriamo che a seguito di questo nostro atto politico segua una riflessione da parte del sindaco, della giunta e della sua ormai ex maggioranza e non il solito attacco vuoto di sostanza politica ma pieno di rancore.
Ricordiamo che solo due mesi fa, pubblicamente in consiglio comunale, il sindaco ha richiesto la “collaborazione” di tutte le forze politiche per “sostenere” il mandato fino alla fine.
Nulla è cambiato nei comportamenti, non cambia nulla nei nostri giudizi.
I Consiglieri
Carmen Di Matteo
Dario Balsamo