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Quando leggerete queste righe, saremo a poche ore dal voto e da quelle che risulteranno essere le scelte per i prossimi 5 anni di vita di un comune come Peschiera Borromeo.
Spiegare a una persona perché deve scegliere la nostra lista, un consigliere o un candidato sindaco invece di un altro, non è semplice, i cittadini sono un po’ stanchi di sentirsi dire da tutti che “siamo diversi” e poi magari rischiare di vedere fare le cose che hanno già fatto altri.
Io voglio provarci con molta umiltà ma molta dignità e consapevolezza di un impegno che non riguarda essere solo il “primo cittadino” di un comune, ma significa anche avere la responsabilità di tutti gli abitanti di quel comune.
Voglio dire intanto che io sono solo la punta di un iceberg che vede insieme a me persone “normali”, cittadini che hanno deciso di mettersi in gioco e di voler mettere la faccia sulle e nelle decisioni di un comune, persone che hanno lavorato fianco a fianco e hanno cercato di spiegare alle persone chi siamo e perché lo facciamo.
Tra loro ci sono mamme preoccupate per il futuro dei loro figli, nonne che hanno a cuore i propri nipoti, ma anche semplici cittadini che non hanno mai fatto politica e che hanno capito che il solo lamentarsi non cambia le cose ma bisogna esserci e provare a cambiare.
E poi nella nostro DNA c’è la voglia di avere un progetto che veda il “bene comune” come punto di riferimento,  essere una comunità non è utopistico, noi lo siamo, ma forse ce lo siamo dimenticati.
Senza entrare in dettagli, basti pensare che ci sono persone che hanno difficoltà di varia natura ma che hanno grandi voglie di fare e di progettare una propria vita e di condividerla con altri.
Appartenere a una comunità vuol dire anche cercare di dare risposte a coloro che hanno necessità o problematiche per non parlare poi degli anziani che non sempre hanno qualcuno che li possa aiutare, o di tutte quelle persone che hanno problematiche a livello fisico che non permettono di fare piccoli gesti che per noi sono naturali e a cui non diamo nemmeno attenzione perché lo facciamo tutti i momenti della giornata o di chi vive su una carrozzina e che per muoversi ha la necessità di avere strutture che permettono lo scorrimento delle ruote della carrozzina.
Insomma avere la possibilità di “aiutare” le persone fa parte anche del “bene comune”.
E poi essere il “primo cittadino” di un comune diventa più semplice se le scelte vengono condivise con i cittadini stessi di quel comune.
Partecipare alle scelte, assumersi la responsabilità e condividere i risultati, ecco anche cosa vuol dire “bene comune”, entrare in maniera partecipativa nella vita del comune stesso.
Concludo queste poche righe con due semplici riflessioni e un indicazione.
La prima riflessione è che ci sono popoli che vorrebbero poter votare ed esprimere il loro parere sulla politica e non lo possono fare e ci sono persone che per questo hanno combattuto e perso la vita, noi abbiamo questo diritto/dovere, utilizziamolo, ce lo meritiamo.
La seconda riflessione è che non si può più solo lamentarci se poi oltre al lamentarci non cerchiamo di fare qualcosa, ormai non è più tempo della lamentela e basta, la crisi insegna.
L’indicazione è quella di fare la scelta legata alle persone, noi siamo anche giovani ma anche meno giovani, siamo cittadini normali che hanno deciso di metterci il cuore e la testa per questo comune, e siamo,  e lo dico davvero con orgoglio, cittadini “PULITI” senza interessi personali da difendere con “LA DIGNITA’” che appartiene alle persone “ONESTE”.
Non voglio aggiungere altro.
Buon voto e se ci vorrete concedere la vostra fiducia, sarà un onore poterla ripagare mettendoci al servizio della comunità.

Giancarlo Monici