Siete insopportabili !
La disonestà intellettuale che caratterizza il PD a P.Borromeo  è  imbarazzante, sintomo di un  partito sempre più allo sbando, retto da persone che hanno perso completamente il senso della realtà. Leggendo quanto scrivono e diffondono con tanto di raccolta firme, in merito alla questione del poliambulatorio, viene da chiedersi come riescano a pubblicare certe falsità  “ Questa amministrazione, la sindaco, non sta facendo nulla perché ciò non si verifichi anzi, diffonde con i suoi “Maroni boys” i volantini che sostengono le scelte della regione”.
Per farvi venire qualche dubbio, vi riporto alcune cifre di un report della Funzione Pubblica CGIL:

Il blocco del turn over nella sanità dal 2009 al 2015 ha ridotto il personale di 40.364 lavoratori, vedremo i dati 2016. Rispetto al periodo considerato sono stati persi circa 8000 medici, quasi 10.300 infermieri, 2.200 operatori di assistenza e quasi 20.000 lavoratori tecnici riabilitativi della prevenzione e amministrativi.

Credo verosimile che i servizi e le problematiche del poliambulatorio di P. Borromeo rientrino in questi numeri, come si può non vedere che forse c’è una relazione fra questi numeri e la situazione locale? E’ in atto da anni una crescente espropriazione del diritto alla salute, anche nelle regioni definite virtuose, e ci si discolpa scaricando sull’attuale amministrazione il fallimento delle proprie riforme. Ci sarà pure qualche responsabilità politica nella privatizzazione del sistema pubblico.

Che tristezza nel vedere la provinciale Paullese trasformata in una discarica per effetto della legge Del Rio, nel vedervi continuare  nell’attività politica anche dopo il caso Bellaria, nel vedere un ex premier continuare a fare politica nonostante la promessa di abbandono  in caso di sconfitta al referendum.

D.Balsamo

Ritorniamo sul tema degli “Orti in Comune” per via di una lettera riassunta in questi giorni sull’edizione web del giornale 7Giorni e che ci sembra interessante discutere.
Senza ripetere ciò che l’Amministrazione Comunale ha già detto sulle motivazioni per cui si è rescisso il partenariato per questo progetto, anche se non sono certo secondarie, quello che ci preme è discutere della sperimentazione in città e dell’aggregazione delle associazioni con i portatori di interesse.
Come P.B.C. mettiamo al primo posto il valore sociale di un progetto, ovvero l’arricchimento che porta a tutta la collettività oppure a chi ne ha più bisogno, ma quali caratteristiche deve avere questo progetto? Prima di tutto non deve compromettere la qualità dei servizi esistenti e non deve essere portatore di problematiche successive. E’ evidente che il progetto degli orti aveva una interessante valenza sociale per i soggetti più “deboli” ma era economicamente insostenibile. Il problema non è il progetto ma la gestione legata al bando che avrebbe finanziato solo la fase iniziale. La realizzazione della casa prefabbricata sarebbe stata a carico del Comune come lo staff di tre persone che avrebbe seguito il progetto.
Sulla partecipazione nella costruzione dei progetti, mi spiace per i firmatari, ma ci sono state due fasi: una fase collegiale in cui si è lavorato assieme ed una fase di centralizzazione in cui le diverse forze associative hanno più volte ribadito di essersi sentite “messe da parte”. In quella fase Peschiera Bene Comune (lo scrivo per esteso perché non ci piacciono i sottintesi) ha ribadito forte, chiaro e per iscritto, la sua contrarietà al modo in cui il progetto si stava sviluppando.
Detto ciò è evidente che non vogliamo perdere né la potenzialità sociale di un tale idea, né il metodo partecipato, quindi saremo sostenitori anche dentro questa amministrazione di un nuovo progetto con gli stessi valori. Anzi invitiamo già da subito chi si volesse “sporcare le mani con la terra”, senza delegare, a riaprire un tavolo di progettazione per un “orto comunale collettivo”. Sarà possibile? Sarà sostenibile? Sarà facile? Non lo sappiamo, ma lo vogliamo scoprire con gli altri: questa è per noi la sperimentazione.

balsamo Con questa lettera aperta voglio dirlo chiaramente: per me è stato come un nuovo referendum Monarchia –  Repubblica, 70 anni dopo quello del 1946. Ha vinto per la seconda volta la Repubblica con una differenza di voti decisamente superiore. Renzi e il suo partito hanno tenuto un comportamento incredibile, da irresponsabili, incoraggiando il paese verso lo scontro interno, ha rivelato in modo chiaro e lampante la sua vera natura che, avendo vissuto il periodo di Craxi, di Berlusconi, e adesso di Renzi, hanno tutti avuto un punto in comune: si sono presentati come il nuovo salvo poi assumere tutti i meccanismi di potere dei sistemi precedenti al loro arrivo. Iniziarono Craxi /Amato quando lanciarono l’idea della Grande Riforma, furono seguiti da D’Alema/Berlusconi, e ancora Berlusconi/Renzi in accordo fino all’elezione del presidente della Repubblica Mattarella.

Mi è bastato leggere la modifica del Senato per avere un’idea della doppiezza che la propaganda Renziana diffondeva. Mi sono fatto un idea nel merito; è stato sufficiente.
-Si afferma che il Senato sarà ancora votato dai cittadini:
I Consigli regionali e i Consigli delle Province autonome di Trento e di Bolzano «eleggono, con metodo proporzionale, i senatori tra i propri componenti e, nella misura di uno per ciascuno, tra i Sindaci dei Comuni dei rispettivi territori»…… 

– Si afferma che il passaggio delle leggi fra Camera e Senato sarà più rapido e semplice, basta leggere l’articolo 70. Che bugiardo spudorato, mentiva sapendo di mentire, promettendo ai cittadini di restituire il diritto di eleggere i senatori.
Il vero grande problema italiano, è la differenza tra la Costituzione scritta e Costituzione attuata, cioè quella pratica politica che si fonda sulla speculazione, sulla ricerca esasperata del potere e della sua conservazione, sul compromesso e sull’accettazione di metodi mafiosi clientelari. Il mio sdegno è nel pensare a come sarebbe il nostro paese se gli articoli della Costituzione fossero stati sempre e da tutti applicati. In particolare Calamandrei citava un articolo il più importante di tutti, il più impegnativo:
“E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica economica e sociale del paese.”

Basterebbe confrontare i principi esposti in questo articolo con la realtà italiana per incorrere in una amara risata. Quindi, il problema vero, ieri come oggi, è ancora quello di accontentare i diritti sociali, di trovare un sistema economico che permetta di soddisfarli. Questo è, in tanto degrado sociale e politico che ci circonda, l’interrogativo doloroso. Le istituzioni ormai hanno un carattere autoritario, completamente governate dagli interessi privati, persone sempre in combutta fra di loro per la stessa ideologia, guadagno e accumulazione senza limiti. E’ in questa Costituzione che prevale il principio dell’interesse pubblico o almeno non viene sacrificato al potere economico privato. Chi ha interesse per il Bene Comune dovrebbe incominciare a riflettere. Sono sempre più convinto che, a parte possibili revisioni, il vero grande necessario cambiamento, la vera grande rivoluzione sarebbe quella di lottare tutti uniti per applicare  effettivamente la Costituzione. Viva la Costituzione Repubblicana del 1948.

Dario Balsamo

Quando chiedemmo in campagna elettorale ai cittadini di Peschiera Borromeo quali fossero le loro priorità per la Città, la Sicurezza spiccava in molte risposte. Tralasciando le considerazioni sulla percezione di cosa sia la sicurezza, è evidente che una città con molti lampioni spenti da anni induce uno scarso senso di protezione. Una delle priorità della nostra Amministrazione deve essere, quindi, garantire l’efficacia e la manutenzione degli impianti di illuminazione pubblica e permettere alla Polizia Municipale di fare il proprio lavoro, pattugliando le strade e intervenendo velocemente in caso di chiamata. Peccato però che il corpo di Polizia Municipale di Peschiera abbia delle autovetture ormai inutilizzabili e un sistema radio non affidabile. Per tutto questo, Mercoledì 30 novembre, con le ultime variazioni di bilancio presentate in Consiglio Comunale, abbiamo deciso di destinare una parte di entrate aggiuntive all’acquisizione dei lampioni ENEL presenti sul nostro territorio in vista di un progetto di riqualificazione dell’illuminazione pubblica, alla riparazione di parte dei lampioni che attualmente non sono funzionanti e al ripristino del sistema di comunicazione fra pattuglie di Polizia locale e il comando. Non ci siamo chiesti perché le Amministrazioni precedenti non lo abbiano fatto: abbiamo tirato una riga con il passato e lo abbiamo fatto noiSicuramente i nostri predecessori avranno avuto altre priorità, ma, ci chiediamo, perché quegli stessi amministratori, che ora siedono tra i banchi dell’opposizione e avrebbero la possibilità di fare qualcosa di concreto per i cittadini, Mercoledì sera in Consiglio Comunale hanno votato contro queste spese? Possibile che la sicurezza sia solo uno slogan da proclamare in campagna elettorale e ignorare nel quotidiano? Forse qualche Consigliere sarà amareggiato ripensando alla propria esperienza politica, alle tante promesse mai realizzate. I progetti, però, vanno ideati e sostenuti, non soltanto lasciati completare dagli altri per poi dire “anche noi ci avevamo pensato”. Troppo tardi ormai.

E intanto, mentre c’è chi ripensa al passato, noi proviamo ad occuparci delle cose concrete: ci ritroveremo alla “Casa dell’Acqua” appena sarà riattivata con qualche novità. Anche questo è un desiderio pressante dei cittadini e noi vogliamo, appena possibile, realizzarlo. Tutta la città è invitata il 14 Dicembre alle ore 21.00 in Sala Consigliare alla presentazione del nuovo progetto integrato di illuminazione e comunicazione presentato dall’Assessore Marco Righini. Un progetto strategico volto al miglioramento duraturo dei servizi nella nostra città.

 


Peschiera Bene Comune – Peschiera Riparte

 

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