È saggezza diffusa che spesso si faccia più bella figura a star zitti piuttosto che parlare e confermare la propria inadeguatezza. Così come se si volessero proporre un paio di mozioni insostenibili e rinunciandovi le si sbandierassero come una grande intuizione politica. E’ il caso del capogruppo locale di “Forza Italia” che giustamente cerca di ideare delle mozioni utili, se non fosse che siano irrealizzabili perché insostenibili economicamente. Il colmo è quando una tale mozione viene presentata e ritirata in Consiglio Comunale, per poi essere sbandierata come l’ultimo baluardo in difesa delle fasce più deboli. Benvenuti nella politica di Facebook, dove non conta il contenuto ma  solo mettere il proprio viso in un video al cellulare e raccontare una mezza verità. Perché vero, anzi mezzo vero, che sarebbe bello regalarli i farmaci, ma non è possibile nel mondo reale. Forse altri comuni ci riescono, ma forse gli altri comuni hanno altri obiettivi di gestione e non hanno avuto anni di gestione discutibile delle Farmacie, presente lo stesso capogruppo, che si è ben guardato da proporre simili intuizioni.

Rinnoviamo il nostro sostegno al Consiglio di Amministrazione delle Farmacie Comunale e ci complimentiamo per gli ottimi risultati ottenuti in così breve tempo: questo c.d.a. è riuscito a destinare ben 15 mila euro per i servizi alle fasce più deboli di cittadini di Peschiera Borromeo.
Perché con i servizi pubblici non si scherza: un conto sono i discorsi da bar, un conto è la politica fatta conoscendo le leggi e i bilanci. Peschiera Borromeo non si merita più quest’ombra di politica fatta di parole e colpevole dimenticanza.

Caro dottor Di Palma, se tanto le piace questo modo di fare politica, conti almeno i “mi piace” e misuri il fallimento di questa strada. Auguri.

Peschiera Riparte         www.peschierariparte.com
Peschiera Bene Comune    www.peschierabenecomune.it

Nella torrida estate niente rinfresca di più di una bella novità; non tanto la discussione da bagnasciuga sui contratti dei calciatori o sulle misteriose pantere estive che quest’anno latitano, ma nel veder prendere corpo una promessa tante volte sentita e mai vista.
E’ prassi italiana far passare dei provvedimenti scomodi durante l’estate approfittando della distrazione dei cittadini, invece a Peschiera Borromeo è iniziato un percorso importante: la Giunta Comunale guidata dal Sindaco Caterina Molinari ha deliberato l’attivazione del Bilancio Partecipativo e non è cosa da poco. In pratica sono state definite le linee guida che permetteranno ai cittadini di decidere come spendere una parte del bilancio comunale. Il percorso prevede quattro fasi: si informa la città su come partecipare, si raccolgono le proposte, si valutano e si controlla che vengano realizzate. I cittadini, le associazioni, le aziende e gli enti potranno proporre un progetto, uno per ogni ambito di intervento, che possa impegnare fino a 35.000 euro per ambito. Gli argomenti sono quattro: ambiente, cultura, sport, promozione e coesione sociale ; se le proposte realizzabili saranno maggiori dei soldi a disposizione allora tutti i cittadini che avranno compiuto almeno 16 anni dovranno votarle. Diciamo che a 16 anni è un buon momento per iniziare a prendersi delle responsabilità: i sogni sono ancora vigorosi e pronti per diventare impegno.

Chiunque abbia speso qualche ora nel volontariato, facendo sport o solo passeggiando, chiunque abbia pensato “secondo me ci vorrebbe…” adesso, per la prima volta nella nostra città,  ha uno strumento per proporre. Dovrà fare uno sforzo: partecipare. Significa comprendere il meccanismo e descriverlo, forse anche sostenerlo perché venga capito e votato dagli altri cittadini. Non si richiedono progetti esecutivi ma la chiara descrizione di un bisogno e di come soddisfarlo, con minimo di realismo. Si capisce che siamo di fronte ad una svolta! Non abbiamo più il politicante di turno che prima delle elezioni ti pianta una fontana in mezzo ad una piazza che nessuno gli aveva chiesto oppure si inventa un servizio che serve solo a lui e che in breve tempo decadrà. Avremo dei cittadini che chiedono, discutono e realizzano.

Senza facili illusioni sappiamo non sarà facilissimo per la prima volta avviare questo meccanismo però è uno strumento potente per chi vuole sentirsi impegnato nella propria città e chissà che tutte le discussioni da bar e tutte le singole intuizioni questa volta non si inventino  una città migliore. Più ci sarà partecipazione più i fondi a disposizione potrebbero aumentare  facendo diventare veramente pubblica e aperta la progettazione del futuro di Peschiera Borromeo.

Forza allora, è il momento di sognare, di chiedere e di cambiare, sul serio.

 

Samuele Ghilardi

Nella notte tra il 25 e 26 Luglio mentre i peschieresi erano in vacanza o fuori casa a godersi una bella serata estiva, in consiglio comunale avveniva qualcosa di incredibile: si approvava una delibera di assestamento del bilancio che prevedeva la ri-allocazione di 476 mila euro di nuove entrate nel bilancio comunale raccolte in soli 6 mesi. Una cifra notevole soprattutto se si considera che non è dovuta a oneri di urbanizzazione, ma in gran parte ad una azione di legalità compiuta dall’ufficio commercio, che ha posto fine a situazioni di illeciti che perduravano da anni fra le attività produttive del nostro territorio. Sicuramente meritoria è l’attenta politica nel recupero delle tasse non pagate, ma ancora più meritoria è stata la scelta di destinare tutti questi proventi al comparto sicurezza e a quello delle manutenzioni. Due settori molto importanti perché rispondono alle quotidiane richieste dei cittadini pescheresi, i quali vogliono un territorio presidiato dalle forze dell’ordine e da una video sorveglianza che rilevi costantemente le irregolarità che si verificano, per assicurare alla giustizia i loro autori. Ecco quindi l’investimento in una centrale operativa della Polizia Locale all’avanguardia, che migliora e potenzia l’attività di controllo e contrasto dei nostri agenti. L’altro comparto su cui si sono riversate queste impreviste risorse è quello manutentivo, indispensabile per mettere in sicurezza edifici pubblici, strade e marciapiedi. Anche per i commercianti ci sono ottime notizie, perché dopo anni di promesse, sono stati recuperati 50mila euro che verranno messi completamente a disposizione per rilanciare il commercio locale e in particolare i negozi di vicinato. Durante lo stesso Consiglio il Presidente delle Farmacie Comunali, interpellato sulla possibilità di investire delle risorse dell’azienda speciale a favore di categorie disagiate della popolazione, ci ha rivelato che anche le nostre farmacie nei primi 6 mesi del 2017 hanno già prodotto un utile di 80mila euro, di cui 15mila verranno utilizzati per progetti sociali elaborati dall’Assessorato ai Servizi Sociali in collaborazione con associazioni locali. Già è una notizia che una municipalizzata faccia utili, ma mai si sarebbe pensato in questa misura, e ancora più sorprendente è che si decida di impegnare una parte così significativa per aiutare le fasce più deboli della nostra popolazione. In una estate calda, torrida e siccitosa, sapere che una oculata gestione delle risorse pubbliche, e un loro cospicuo aumento dovuto ad una amministrazione professionalmente molto preparata e decisa riesce a raggiungere simili risultati, ci permette di credere ancora che l’onestà e la meritocrazia non siano pie illusioni ma realtà possibili.

Luca Sarzi

Loghi

Se vi è capitato di passare in uno dei parchi della nostra città forse avrete visto alcune persone intente a pulire e riverniciare le panchine o a svolgere altre attività di manutenzione per evitare il degrado dell’ambiente. Queste persone non sono dipendenti comunali e non sono pagati dal Comune. Si potrebbe pensare che siano extraterrestri , dato che lavorano volontariamente con tanto impegno perché pensano semplicemente che ogni cittadino debba collaborare per migliorare l’ambiente in cui vive. Naturalmente non sono extraterrestri ma una specie di cittadini piuttosto rara e cioè sono cittadini attivi e responsabili. Non è facile trovare gente che, invece di pontificare su cosa bisogna fare e come bisogna farlo ,si rimbocchi le maniche e agisca; infatti ,parlando con gli abitanti di Peschiera ,molto spesso si sentono solo recriminazioni su ciò che l’amministrazione non fa, dovrebbe fare o su come fa quel che fa. Un cittadino responsabile sa che il percorso che hanno intrapreso coloro che abbiamo delegato a governare è in salita e pieno di ostacoli ; non è ragionevole pensare che i problemi si possano risolvere a colpi di “bacchetta magica” e che ciò che sta a cuore a noi sia necessariamente una priorità a livello generale. Un cittadino attivo sa che in una comunità ognuno deve fare la sua parte se vuole che le cose funzionino bene.
E’ per questo che saggiamente, già nei primi mesi di governo, questa amministrazione ha istituito l’ albo dei volontari al quale ci si può iscrivere per collaborare, secondo le proprie competenze e il proprio tempo, a risolvere alcuni problemi, lasciando agli amministratori quelli più complessi.
Non importa quanto ognuno di noi può fare, l’importante è almeno provare a chiederci cosa possiamo fare per la nostra città invece di limitarci alle critiche .
Per concludere ,dopo aver parlato in modo teorico ,vorrei fare qualche esempio su cosa si può fare anche con pochissimo tempo a disposizione:
– partecipare agli incontri organizzati dall’amministrazione in ogni frazione
– partecipare a qualcuno degli eventi organizzati in questi mesi
– seguire le sedute del Consiglio Comunale ( si può farlo anche in streaming da casa propria)per essere aggiornati su quanto viene fatto e per conoscere meglio consiglieri ed assessori.
Non è molto ma, comunque, sarebbe un buon inizio.

Chiara Balzarini

Tra qualche giorno verrà  riaperta la casa dell’acqua, ovvero il distributore pubblico di acqua naturale e gasata, installato dall’allora Sindaco Falletta e poi, più o meno, dimenticato. Non e’ stato dimenticato dai cittadini che invece si portavano a casa litri di quell’acqua con le bolle e che hanno visto nell’interruzione una sottrazione di un diritto acquisito. Tanto si potrebbe commentare sul fatto che fosse solo un costo per il Comune, che fosse abusata anche da non residenti, che in fondo e’ la stessa acqua che scende dal rubinetto, e tante altre cose, anche ragionevoli, di chi non usufruiva del servizio. Ma tant’è che appena  insediato il nuovo sindaco molti cittadini hanno chiesto, con insistenza, la riattivazione di quel servizio.
È  giusto chiedersi se ne vale la pena, se sia utile, se aiuti a diffondere la cultura dell’acqua come “bene comune” o che altro, però vogliamo immaginare il caso di un padre di famiglia,  anzi di una madre perché  in questo caso è dovuto, che si impegni per soddisfare i bisogni primari della propria famiglia e che ad un certo punto decida di soddisfarne uno non essenziale. Perché lo fa? Crediamo perché  cosi si debba sostenere quel delicato ma incrinato rapporto tra amministratori e città, eternamente sospeso tra il pareggio di bilancio e la richiesta di servizi. La politica ha il compito di mettere in campo grandi progetti che partano dal presente e vadano verso un disegnato futuro, magari senza guardarsi indietro per non spaventarsi. Ma questi grandi progetti a volte devono includere cose che non aveva immaginato a tavolino: idee e richieste nate dalla gente e che non hanno un loro “eccezionale” livello di priorità. Ogni politica ha un’idea e un progetto ma una buona politica è capace di includere ciò che non aveva immaginato perché aveva previsto, invece, di aprirsi alla città. Ascoltare arricchisce la propria proposta politica, senza necessariamente condividerne la priorità ma rispettando il proprio mandato di servizio. Questo fa ben sperare per un prossimo passo verso nuovi strumenti di partecipazione diretta dei cittadini. Concludendo: ora per le bolle serve la “carta dei servizi”, perché la brava mamma di famiglia i conti li deve far quadrare comunque e sa che non basta dare un servizio e poi dimenticarsene.

Visto quanto accaduto nella commissione “Servizi Sociali” di Lunedì 20 marzo 2017 e quanto sta avvenendo in questi giorni con continui attacchi gratuiti e privi di fondamento alla mia persona sui vari mezzi di comunicazione e in particolare sui social di più comune utilizzo,da parte di alcuni esponenti della minoranza, con il presente comunicato vorrei fare alcune precisazioni al riguardo.  La seduta del 20 marzo  che avrebbe dovuto avere come oggetto la discussione del regolamento dei nidi, già esaminato nella precedente commissione del 16 marzo 2017, è stata interrotta dalla minoranza che ha ravvisato un inesistente conflitto d’interesse tra il mio ruolo di Presidente della Commissione e il mio attuale status lavorativo come semplice dipendente presso un asilo nido gestito da una cooperativa che da anni gestisce nidi anche a Peschiera Borromeo; stato lavorativo da me mai nascosto ma anzi documentato e noto a tutti da mesi.Di fronte a tale attacco sia per evitare rallentamenti nell’iter di approvazione del regolamento sia per un eccesso di zelo ho dato le dimissioni da Presidente della Commissione; svolgo il ruolo di consigliera da alcuni mesi e in questo breve periodo ho cercato di svolgere il ruolo che i cittadini mi hanno democraticamente affidato cercando di farlo con passione, dedizione e onesta’ intellettuale, avendo come primo obbiettivo il bene della comunità impegnandomi nel tentativo di risolvere i tanti problemi ereditati dalle precedenti amministrazioni; i giochi dei vecchi marpioni della politica che hanno come unico scopo quello di screditare il lavoro della maggioranza e di chi come me, è nuovo alla politica, non mi appartengono per fortuna!!! Ecco perché di fronte a tali attacchi ho preferito dimettermi anche per capire quale fondamento avessero le loro accuse; nel giro di poche ore ho subito avuto la certezza che il mio ruolo all’interno della Commissione e’ assolutamente legittimo e che non esiste alcun conflitto di interessi con il mio status lavorativo;infatti il  presidente di una commissione non ha potere decisionale nelle stesure dei progetti o regolamenti ne nelle linee direttive da seguire ne tanto meno nella stesura dei bandi. Il mio ruolo consiste nel convocare le commissioni, moderare gli incontri.La conferma di ciò che sostengo e’ puntualmente arrivata dal parere della Lega dei Comuni che ha tra i fini statutari l’assistenza tecnico-giuridica ed amministrativa ai Comuni associati che allego alla fine del comunicato.Mi chiedo: la minoranza conosce la differenza fra la stesura di un regolamento e il confezionamento di un bando? O siamo difronte all’ennesimo tentativo di anteporre i propri interessi a quelli della cittadinanza? Perché questo regolamento, garantisce ai nostri bambini un’offerta educativa migliorata rispetto al passato andando incontro alle esigenze delle famiglie.Questo ha valore per il mio ruolo istituzionale e dovrebbe averlo per la minoranza!

Carmen Di Matteo