Il diritto e la tutela del lavoro rappresentano i due pilastri della nostra costituzione e vanno mantenuti in egual misura al centro dell’impegno della Repubblica e delle Istituzioni.

La ricerca di condizioni lavorative che sempre più salvaguardino la salute e la vita stessa di chi opera nei diversi settori delle attività umane è un impegno che dobbiamo prendere anche nei confronti delle future generazioni.

La nostra costante e instancabile attenzione in questo campo è come l’orizzonte: un traguardo che forse non raggiungeremo mai ma verso il quale dobbiamo continuare a tendere.

Cogliamo la sensibilità dimostrata all’interno del Consiglio Comunale nella passata sessione, per trasformare questa spinta umana e morale condivisa in un atto compiuto e concreto.

Per tanto, Peschiera Bene Comune intende presentare nei prossimi giorni una mozione chiedendo all’amministrazione comunale di impegnarsi ad attuare qualunque tipo di iniziativa per mantenere viva l’attenzione su tutti i Caduti  sul Lavoro. Così che rimanga sempre viva l’attenzione sul valore del lavoro e la sicurezza, fintanto che ci sarà anche una sola persona a morire DI  lavoro.

Siamo certi che la proposta possa trovare l’assenso di tutti e possa essere espressione di tutta la città e dei suoi rappresentanti.

Ci rendiamo disponibili a redigere insieme il testo della mozione da presentare al prossimo consiglio comunale utile.

 

“Nessuna vittoria militare, per quanto schiacciante, nessuna epurazione, per quanto inesorabile, potrà essere sufficiente a liberare il mondo dalla pestilenza del fascismo , se prima non si miglioreranno nelle coscienze le premesse morali, la cui mancanza ha consentito a tante persone di associarsi senza ribellione a questi orrori, di adattarsi senza protesta a questa atroce concezione del mondo”.        

 

Piero Calamandrei 1945, il più nominato ma il meno ascoltato fra i padri costituenti, e io credo, che noi faremmo un grande torto alla senatrice Liliana Segre attraverso la commissione da lei voluta e costituita, se lasciassimo ancora inascoltato l’appello profetico di Calamandrei senza incidere nella pratica quotidiana per migliorare quelle coscienze.

Sono passati quasi 2 anni da quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Senatrice a vita Liliana Segre; in quella occasione il cuore ci si è aperto: “se non lei, chi”?, ci siamo chiesti.
Ora assistiamo sbigottiti agli attacchi e insulti a lei rivolti, e l’essere costretti a proteggere una pacifica ma battagliera donna che ha provato sulla sua pelle gli orrori disumani dei lager nazisti , ci appare a dir poco incredibile.

La concreta minaccia di ritorsioni per aver richiesto il rispetto delle regole sancite dalla Costituzione Italiana dove si vietano azioni discriminatorie basate sulla religione e la razza,  che sono alla base della convivenza civile,  è una intollerabile violenza alla libertà di tutti.

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Ma sono passati anche 68 anni dalla legge Scelba e 26 dalla legge Mancino che condannano l’apologia del fascismo, senza che ci sia stata un interpretazione che finalmente decreti dove  inizia il diritto costituzionalmente garantito alla libertà di pensiero, e comincia un “concreto pericolo per l’ordinamento democratico”; questi due principi hanno impedito il rispetto delle leggi già in vigore.

 

Chi si richiama alla Costituzione non può che essere antifascista. I princìpi che avrebbero scongiurato il ripetersi delle barbarie sono contenuti nella nostra Carta, che non sono solo delle regole di convivenza, ma avrebbero dovuto essere la scelta tra due visioni del mondo, e dell’uomo.

 

E sono ancora le parole della senatrice Segre che commentando le minacce, ci fornisce la sua idea del mondo: “Sono persone per cui avere pena e vanno curate. (…) Bisogna studiare, vedere le cose belle che abbiamo intorno, combattere quelle brutte, ma perdere tempo a scrivere a una novantenne per augurarle la morte… Tanto c’è già la natura che ci pensa”.

 

Quella scorta non difende soltanto Liliana Segre, ma idealmente fa scudo a un pensiero di civiltà, agli insegnamenti della storia, non solo a un proiettile, e il pensiero corre inevitabilmente a tutti i martiri che prima durante e dopo il fascismo si sono sacrificati per difendere la libertà, questa Costituzione, questa Repubblica.

 

Contro ogni indifferenza da oggi anche noi saremo scorta di Liliana Segre.

Sono passati quasi 2 anni da quando il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha nominato Senatrice a vita Liliana Segre; in quella occasione il cuore ci si è aperto .. se non lei, chi ?, ci siamo chiesti.
Ora assistiamo sbigottiti agli attacchi e insulti a lei rivolti e l’essere costretti a scortare una pacifica ma battagliera donna che ha provato sulla sua pelle gli orrori disumani dei lager nazisti ci appare a dir poco incredibile. La concreta minaccia di ritorsioni per aver richiesto il rispetto delle regole sancite dalla Costituzione Italiana dove si vietano azioni discriminatorie basate sulla religione e la razza, che sono alla base della convivenza civile, è una intollerabile violenza alla libertà di tutti.
Contro ogni indifferenza … da oggi anche noi saremo scorta di Liliana Segre.

 

“Nessuna vittorialiliana-segre militare, per quanto schiacciante, nessuna epurazione, per quanto inesorabile, potrà essere sufficiente a liberare il mondo dalla pestilenza del fascismo , se prima non si rifaranno nelle coscienze le premesse morali, la cui mancanza ha consentito a tante persone di associarsi senza ribellione a questi orrori, di adattarsi senza protesta a questa belluina concezione del mondo”
Piero Calamandrei,  1945

 

 

Balsamo_CC L’occasione per iniziare l’attività politica, il punto di svolta, sono stati i referendum del 2011 sull’acqua pubblica, promossi da una vasta coalizione sociale, come risposta a un decreto che imponeva nel 2009 la privatizzazione di tutti i servizi pubblici, compreso quello idrico. Mi ha dato anche l’opportunità di conoscere le persone con le quali abbiamo costituito, poco tempo dopo, l’associazione Peschiera Bene Comune.

I 27 milioni di cittadini che votarono contro la privatizzazione hanno rappresentato una linea del Piave(dopo la caduta “dell’impero del male”) che “Privato è bello. L’impero del “bene” uscito vittorioso avrebbe dovuto portare pace, benessere, giustizia, in una infinita crescita economica. Contrariamente, è come se piano piano si sia ritornati al nastro di partenza:  il forte vince il debole perisce, e questo principio è stato trasferito dall’economia alla politica.

Da allora i partiti più vicini alla Commissione Rodotà, promotrice di una proposta di legge del 2007 sui Beni Comuni, non hanno colto l’occasione per discuterla, e in Parlamento di approvarla. Noi abbiamo aderito alla raccolta firme come il post del 3 maggio 2019 sul sito di PBC chiarisce.

Vedremo se l’aumentata sensibilità sui temi ambientali, favorirà la discussione e la sua approvazione in questo governo. Certo sono consapevole che occorre ben altro che una legge… ma da qualche parte bisognava cominciare.

Per tornare al nostro territorio, in questo periodo di partecipazione con l’amministrazione ho potuto verificare di persona lo stato di manutenzione del territorio parchi, arredo urbano, strade, e mi sono chiesto: Ma sono veramente finite le cose da fare? Ma è vero che non c’è più lavoro?  È vero, alcuni lavori spariscono, altri si trasformano, ma tanti se ne potrebbero fare,  sia nella cura che nella sicurezza (in tutti i sensi) dell’ambiente nel nostro Comune come negli altri.
Questa è una delle principali sfide che dobbiamo affrontare. Noi nel nostro Comune abbiamo iniziato e tuttavia rimarrà il problema di trovare le risorse, ma il “clima”(intendo la percezione del problema) sta cambiando, e questo secondo me ci favorirà.

Concludendo, e rimanendo sul  tema ambientale, alcune frasi di Greta Thunberg all’ONU mi hanno particolarmente colpito, una in particolare: “ Tutti gli occhi sono su di voi. E se scegliete di deluderci non vi perdoneremo mai” perché è riemerso in me, il ricordo dei primi anni 70, la pubblicazione del libro  “ I limiti dello sviluppo”.
Era uno studio pubblicato a cura del Club di Roma comprendente scienziati e intellettuali, fondato da Aurelio Peccei, che commissionò al  M.I.T. di Boston lo studio scientifico. Per me era la prima volta che qualcuno faceva notare che non è possibile una crescita infinita in un pianeta finito attraverso uno studio scientifico. Quella grande percezione di Peccei era che avremmo dovuto gestire questo nostro ambiente tutti insieme e con saggezza, evitando di combatterci fra di noi per accaparrarci quello che ci serve. Purtroppo non è andata proprio così.
Ecco, mi sento di non aver fatto abbastanza, anche nel privato, però credo di avere ancora un po’ di tempo per rimediare; questa sfida, questo compito è alla nostra portata, principalmente per i giovani.

 

Il Sindaco Caterina Molinari ha nominato Assessore il Consigliere Raffaele Vailati assegnandogli tre importanti deleghe che riconoscono il grande lavoro svolto in questi tre anni. Ringraziamo Raffaele per il suo impegno senza riserve, evidente dimostrazione di cosa sia un impegno civico per la città: a lui vanno tutti i complimenti delle nostra lista.
Cogliamo anche l’occasione per ringraziare Chiara Gatti per il lavoro svolto fino ad oggi, che l’ha vista dedicarsi con coraggio su temi e questioni complesse.
Questo avvicendamento valorizza ancora di più la coesione di questa maggioranza e la sua dinamicità che le consente di essere portatrice di idee e di pratiche nuove.
Con Caterina alla guida, prosegue il viaggio di questo gruppo verso la realizzazione di un programma amministrativo ambizioso ma realistico, che ha sempre al suo centro il “bene comune”.

Da tutta questa grottesca vicenda, è emerso chiaramente come si sia perso il senso di responsabilità e di misura. Di come, negli ultimi anni, troppo spesso la politica abbia focalizzato l’attenzione sull’effimero. Si è arrivati al punto di pensare che il voto elettorale equivalga a un like e che quindi, più like si ottengono, più consenso si ha, più “immunità” si ha diritto di avere. Con il risultato che la normalità è stata ribaltata e il reale governo della cosa pubblica è diventato un fatto talmente raro e straordinario da dover essere oramai considerato con sospetto. Ma la politica non si fa sui social, né si amministra a colpi di cronaca. Le donne e gli uomini di P.B.C., ad ogni livello, sin dalla sua costituzione della Lista, hanno sempre dimostrato con fatti concreti il loro impegno nel migliorare la nostra Città, perché lo straordinario, torni ad essere la normalità.

 

L’intervento della Capogruppo Carmen Di Matteo nel Consiglio Comunale del 31 Luglio 2019

L’intervento dell’Assessore Orazio D’Andrea nel Consiglio Comunale del 31 Luglio 2019

Video completo del Consiglio Comunale del 31 Luglio 2019