Tra qualche giorno verrà  riaperta la casa dell’acqua, ovvero il distributore pubblico di acqua naturale e gasata, installato dall’allora Sindaco Falletta e poi, più o meno, dimenticato. Non e’ stato dimenticato dai cittadini che invece si portavano a casa litri di quell’acqua con le bolle e che hanno visto nell’interruzione una sottrazione di un diritto acquisito. Tanto si potrebbe commentare sul fatto che fosse solo un costo per il Comune, che fosse abusata anche da non residenti, che in fondo e’ la stessa acqua che scende dal rubinetto, e tante altre cose, anche ragionevoli, di chi non usufruiva del servizio. Ma tant’è che appena  insediato il nuovo sindaco molti cittadini hanno chiesto, con insistenza, la riattivazione di quel servizio.
È  giusto chiedersi se ne vale la pena, se sia utile, se aiuti a diffondere la cultura dell’acqua come “bene comune” o che altro, però vogliamo immaginare il caso di un padre di famiglia,  anzi di una madre perché  in questo caso è dovuto, che si impegni per soddisfare i bisogni primari della propria famiglia e che ad un certo punto decida di soddisfarne uno non essenziale. Perché lo fa? Crediamo perché  cosi si debba sostenere quel delicato ma incrinato rapporto tra amministratori e città, eternamente sospeso tra il pareggio di bilancio e la richiesta di servizi. La politica ha il compito di mettere in campo grandi progetti che partano dal presente e vadano verso un disegnato futuro, magari senza guardarsi indietro per non spaventarsi. Ma questi grandi progetti a volte devono includere cose che non aveva immaginato a tavolino: idee e richieste nate dalla gente e che non hanno un loro “eccezionale” livello di priorità. Ogni politica ha un’idea e un progetto ma una buona politica è capace di includere ciò che non aveva immaginato perché aveva previsto, invece, di aprirsi alla città. Ascoltare arricchisce la propria proposta politica, senza necessariamente condividerne la priorità ma rispettando il proprio mandato di servizio. Questo fa ben sperare per un prossimo passo verso nuovi strumenti di partecipazione diretta dei cittadini. Concludendo: ora per le bolle serve la “carta dei servizi”, perché la brava mamma di famiglia i conti li deve far quadrare comunque e sa che non basta dare un servizio e poi dimenticarsene.

Visto quanto accaduto nella commissione “Servizi Sociali” di Lunedì 20 marzo 2017 e quanto sta avvenendo in questi giorni con continui attacchi gratuiti e privi di fondamento alla mia persona sui vari mezzi di comunicazione e in particolare sui social di più comune utilizzo,da parte di alcuni esponenti della minoranza, con il presente comunicato vorrei fare alcune precisazioni al riguardo.  La seduta del 20 marzo  che avrebbe dovuto avere come oggetto la discussione del regolamento dei nidi, già esaminato nella precedente commissione del 16 marzo 2017, è stata interrotta dalla minoranza che ha ravvisato un inesistente conflitto d’interesse tra il mio ruolo di Presidente della Commissione e il mio attuale status lavorativo come semplice dipendente presso un asilo nido gestito da una cooperativa che da anni gestisce nidi anche a Peschiera Borromeo; stato lavorativo da me mai nascosto ma anzi documentato e noto a tutti da mesi.Di fronte a tale attacco sia per evitare rallentamenti nell’iter di approvazione del regolamento sia per un eccesso di zelo ho dato le dimissioni da Presidente della Commissione; svolgo il ruolo di consigliera da alcuni mesi e in questo breve periodo ho cercato di svolgere il ruolo che i cittadini mi hanno democraticamente affidato cercando di farlo con passione, dedizione e onesta’ intellettuale, avendo come primo obbiettivo il bene della comunità impegnandomi nel tentativo di risolvere i tanti problemi ereditati dalle precedenti amministrazioni; i giochi dei vecchi marpioni della politica che hanno come unico scopo quello di screditare il lavoro della maggioranza e di chi come me, è nuovo alla politica, non mi appartengono per fortuna!!! Ecco perché di fronte a tali attacchi ho preferito dimettermi anche per capire quale fondamento avessero le loro accuse; nel giro di poche ore ho subito avuto la certezza che il mio ruolo all’interno della Commissione e’ assolutamente legittimo e che non esiste alcun conflitto di interessi con il mio status lavorativo;infatti il  presidente di una commissione non ha potere decisionale nelle stesure dei progetti o regolamenti ne nelle linee direttive da seguire ne tanto meno nella stesura dei bandi. Il mio ruolo consiste nel convocare le commissioni, moderare gli incontri.La conferma di ciò che sostengo e’ puntualmente arrivata dal parere della Lega dei Comuni che ha tra i fini statutari l’assistenza tecnico-giuridica ed amministrativa ai Comuni associati che allego alla fine del comunicato.Mi chiedo: la minoranza conosce la differenza fra la stesura di un regolamento e il confezionamento di un bando? O siamo difronte all’ennesimo tentativo di anteporre i propri interessi a quelli della cittadinanza? Perché questo regolamento, garantisce ai nostri bambini un’offerta educativa migliorata rispetto al passato andando incontro alle esigenze delle famiglie.Questo ha valore per il mio ruolo istituzionale e dovrebbe averlo per la minoranza!

Carmen Di Matteo

Nella commissione “Servizi Sociali” di Lunedì 20 marzo è andata in scena una delle azioni politiche più tristi degli ultimi mesi ideate dalla minoranza. La seduta avrebbe dovuto avere come oggetto la discussione del regolamento dei nidi, già esaminato il 16 marzo nella precedente commissione in un clima collaborativo, al contrario, è stata interrotta dalla minoranza che ha avvisato un inesistente conflitto d’interesse basato sul fatto che la Presidente della Commissione Carmen di Matteo dal 2008 lavora a Milano come semplice dipendente presso un asilo nido gestito da una cooperativa che da anni gestisce nidi anche a Peschiera Borromeo. Situazione documentata e nota a tutti da mesi e che non può in nessun modo influire sull’approvazione del regolamento. A conferma di ciò alleghiamo il parere della Lega dei Comuni che ha tra i fini statutari l’assistenza tecnico-giuridica ed amministrativa ai Comuni associati.
La discussione invece che entrare nel merito della questione, come spesso succede, è sfociata in una confusa bagarre che ha portato alle dimissioni di tutti i membri della commissione. Anche il presidente Di Matteo e l’altro componente di maggioranza, Franca Costa, si sono dimesse per non rallentare l’iter di approvazione del regolamento.
I gruppi consiliari di Peschiera Riparte e Peschiera Bene Comune vogliono fugare ogni dubbio sulla possibilità di alcun conflitto di interessi e chiedono alla minoranza le scuse per questo attacco personale e gratuito fatto alla consigliera Di Matteo, in particolare pretendiamo il rispetto per una persona che svolge onestamente il suo lavoro e il suo impegno politico. La minoranza evidentemente non conosce la differenza fra la stesura di un regolamento e il confezionamento di un bando confermando ancora una volta la propria incompetenza e inadeguatezza al ruolo che i cittadini hanno conferito loro. Ci duole constatare che per l’ennesima volta la minoranza di fronte a un atto che va a vantaggio della cittadinanza non è in grado di portarlo a termine ma preferisca mettere in primo piano personalismi e rancori politici frutto di una mal digerita sconfitta elettorale danneggiando così la città. I gruppi consiliari di maggioranza confermano la volontà di continuare con questo regolamento, senza il contributo della minoranza, garantendo ai nostri bambini un’offerta educativa migliorata rispetto al passato per andare incontro alle esigenze delle famiglie.

LegaComuni

Nel Consiglio comunale del 2/3/2017 sono stati approvati il DUP e il bilancio pluriennale 2017-19. Nel DUP (documento unico di programmazione) viene illustrato il programma di quanto l’Amministrazione vuole fare per migliorare la nostra città, mentre il bilancio preventivo riporta le risorse necessarie per la sua realizzazione. Le priorità di questa Amministrazione sono CURA E FORMAZIONE, SICUREZZA e MANUTENZIONE.

Alla SICUREZZA vengono destinate in bilancio le somme necessarie per realizzare finalmente la centrale operativa presso la Polizia Municipale con telecamere di video sorveglianza e di riconoscimento delle targhe presso i varchi di ingresso ex ZTL. Inoltre si avrà l’assunzione di un nuovo agente e un concorso per un nuovo ufficiale di Polizia Locale.

Sotto la voce CURA E FORMAZIONE rientrano molti interventi che vanno dall’implementazione dei servizi informativi comunali (che permetteranno ad esempio un miglioramento dei servizi di anagrafe) ai progetti di smart city (ad esempio la nuova illuminazione pubblica), al Piano di Diritto allo Studio (con aumento delle risorse destinate allo studio della lingua inglese). Sempre sotto questa voce sono compresi i progetti per i Diritti Sociali e della Famiglia che porteranno anche all’apertura di un Consultorio accreditato presso dei locali comunali. In questo modo si riuscirà a recuperare un servizio fondamentale per le famiglie peschieresi: servizio già presente presso la ASL e perso tra l’indifferenza generale della politica (come successo anche per la chiusura del Don Gnocchi). Altre risorse vengono destinate alle politiche di contrasto alle problematiche per le persone e le famiglie in difficoltà finanziaria o lavorativa. Per essere più precisi per quanto riguarda i servizi sociali verranno inseriti + 750.000€ che ammonta al 27% in più rispetto allo scorso anno.

Per quanto riguarda invece la MANUTENZIONE vengono destinati circa 800.000 € in più (rispetto al 2015 di Zambon) per iniziare a realizzare interventi sui marciapiedi, le strade, le aree gioco (mai manutenute negli ultimi 4 anni). Più precisamente per quanto riguarda la manutenzione del verde saranno investiti + 150.000€, il 55% in più rispetto agli altri anni. Per quanto riguarda le manutenzioni del patrimonio(strade, edifici, scuole) + 280.000€, ovvero il 22% in più rispetto allo scorso anno. Un cambio di passo notevole rispetto al passato.A differenza di quanto avvenuto con le precedenti amministrazioni nel bilancio viene riportato e previsto solo quanto si riesce a sostenere con il gettito atteso dalle varie imposte o entrate, senza prevedere introiti presunti e alquanto incerti tipo la vendita della scuola di Linate o del Bistrot. E anche questo è un bell’esempio di cambiamento.

Questo è un riassunto di quanto è stato illustrato, votato e
approvato nel Consiglio Comunale del 2 marzo che ha visto la scelta politica delle forze di minoranza di non partecipare alla votazione. Sebbene questa scelta sia legittima, riteniamo che sarebbe stato più corretto che la loro assenza dall’aula si fosse limitata al momento della votazione e non anche a quella della discussione. Nel corso degli ultimi interventi prima dell’uscita dall’aula, soprattutto dal PD sono state fatte dichiarazioni e illazioni non avallate da dati reali che avrebbero meritato una discussione. In altre parole è come se fosse stato lanciato il sasso per poi nascondere la mano. Troppo semplice, o meglio troppo comodo.

L’opposizione ha sostenuto che con questo bilancio non ci sarebbero stati investimenti ma addirittura che saremmo passati da 7 milioni di euro di investimenti a solo un milione. Sarebbe interessante sapere da dove arriva questo dato di 7 milioni dato che non è riportato in nessuno dei bilanci precedenti. L’unica traccia sono 6 milioni preventivati l’anno scorso su introiti totalmente ipotetici e ovviamente mai realizzati. Nella pubblica amministrazione non basta incassare, occorre anche saper spendere, ciò che non si spende “finisce” in Banca D’Italia. Nel 2005 a fronte di 706.000€ incassati in conto capitale ne sono stati impegnati 352.000, meno della metà: un vero spreco!

E’ stato detto che sono aumentate le spese per gli incarichi e consulenze quando invece sono diminuite rispetto a quanto riportato nel primo bilancio della giunta Zambon da 362.000 euro a 309.000 euro (unico bilancio paragonabile visto che il Commissario prefettizio non ha conferito incarichi a specialisti). Sono tutte dichiarazioni non veritiere che portano ad un messaggio sbagliato ai cittadini. Visto che la parola più utilizzata in Consiglio Comunale è stata “irrispettoso”, lasciateci dire che è molto irrispettoso nei confronti dei cittadini sparare cifre a caso fornendo false informazioni senza nemmeno avere la decenza di suffragarle con dati reali. I precedenti amministratori potranno anche nascondersi dietro una nuvola di cifre e supposizioni, ma non potranno mai nascondere i problemi che non sono stati in grado di risolvere e che sono sotto agli occhi di tutti.

Finalmente Peschiera Borromeo ha una guida in grado di darle un futuro migliore rispetto al passato. Un futuro fondato su progettualità, lungimiranza e una visione strategica di città.

Siete insopportabili !
La disonestà intellettuale che caratterizza il PD a P.Borromeo  è  imbarazzante, sintomo di un  partito sempre più allo sbando, retto da persone che hanno perso completamente il senso della realtà. Leggendo quanto scrivono e diffondono con tanto di raccolta firme, in merito alla questione del poliambulatorio, viene da chiedersi come riescano a pubblicare certe falsità  “ Questa amministrazione, la sindaco, non sta facendo nulla perché ciò non si verifichi anzi, diffonde con i suoi “Maroni boys” i volantini che sostengono le scelte della regione”.
Per farvi venire qualche dubbio, vi riporto alcune cifre di un report della Funzione Pubblica CGIL:

Il blocco del turn over nella sanità dal 2009 al 2015 ha ridotto il personale di 40.364 lavoratori, vedremo i dati 2016. Rispetto al periodo considerato sono stati persi circa 8000 medici, quasi 10.300 infermieri, 2.200 operatori di assistenza e quasi 20.000 lavoratori tecnici riabilitativi della prevenzione e amministrativi.

Credo verosimile che i servizi e le problematiche del poliambulatorio di P. Borromeo rientrino in questi numeri, come si può non vedere che forse c’è una relazione fra questi numeri e la situazione locale? E’ in atto da anni una crescente espropriazione del diritto alla salute, anche nelle regioni definite virtuose, e ci si discolpa scaricando sull’attuale amministrazione il fallimento delle proprie riforme. Ci sarà pure qualche responsabilità politica nella privatizzazione del sistema pubblico.

Che tristezza nel vedere la provinciale Paullese trasformata in una discarica per effetto della legge Del Rio, nel vedervi continuare  nell’attività politica anche dopo il caso Bellaria, nel vedere un ex premier continuare a fare politica nonostante la promessa di abbandono  in caso di sconfitta al referendum.

D.Balsamo